C’era una volta Italia.it, il sito che secondo i piani di alcuni governi sarebbe dovuto diventare la porta digitale nella rete per il turismo italiano. Si è rivelato un flop costoso. Ma ora dovrebbe risorgere a nuova vita e diventare qualcosa di diverso. L’idea del governo Renzi è quella di permettere ad ogni cittadino di connettersi attraverso Login.italia.it con il proprio computer, tablet e smartphone, utilizzando i nostri dati dell’identità digitale che dovrebbero essere forniti a tutti i cittadini.

A regime una volta effettuato questo accesso, dovremmo accedere a diversi servizi della pubblica amministrazione, come la pagella dei nostri figli, le nostre analisi del sangue, o avere la possibilità di pagare le tasse o una multa. Ci saranno anche i servizi delle aziende private che aderiranno al progetto. Per le informazioni carattere più personale – come quelli riguardanti la propria salute – sarà necessaria una password aggiuntiva – che magari verrà inviata sul cellulare via sms.

Con Italia login si vorrebbe aumentare l’uso dei servizi digitali della pubblica amministrazione. Il problema è noto ci sono tati servizi digitali legati al settore pubblico, ma si tratta di un caos poco utilizzabile dal cittadino comune: solo per dare qualche cifra ci sono 240 siti gov.it, 50.000 siti web della pubblica amministrazione e 100.000 modalità di accesso diverse per servizi online – queste stime sono della Presidenza del Consiglio.

Secondo i piani della Presidenza del Consiglio si vorrebbe arrivare ad ottobre con i primi servizi della pubblica amministrazione compatibili con Italia login, mentre bisognerebbe aspettare fino al 2018 per arrivare un portale che si avvicini alla forma compiuta. Sui tempi bisognerà essere prudenti, visto che si è ritardo già con il progetto identità digitale. L’avvio è atteso durante l’autunno e solo nel 2017 verranno forniti i dati di accesso per tutti gli italiani.

Quanto costerà Italia login? Secondo i dati che sono a disposizione, il costo stimato sarebbe di 750 milioni di euro tra il 2014 ed il 2020. L’intenzione del governo sarebbe quella di usare i fondi europei 2014-2020 per tutti progetti digitali della pubblica amministrazione – dalla sanità, alla scuola ed alla giustizia – per un totale previsto di 4,6 miliardi di euro.