Prima cosa da ricordare il confronto tra Tasi e Imu non deve essere fatto tenendo presente i numeri del 2013, ma bisogna fare un passo indietro al 2012, quando l’imposta era stata pagata totalmente – e non al 10% com’è accaduto l’anno passato. Nel 2012, le abitazioni non di lusso hanno pagato 4,7 miliardi di euro di Imu – contro i 380 milioni del 2013.  Nel 2014, la Tasi potenzialmente potrebbe realizzare un gettito su questi immobili di 4,25 miliardi – ma probabilmente ci si fermerà di poco sotto a questa cifra.

Per gli altri immobili la situazione dovrebbe essere uguale a quella del 2013 – questo ragionamento vale per tutti i comuni in cui l’Imu ha già raggiunto il massimo e non sarà applicata la superaliquota Tasi per finanziare le detrazioni -, oppure ancora più pesante – questo è invece il caso dei comuni nei quali l’Imu non ha raggiunto l’imposizione massima e la Tasi si aggiungerà alla vecchia imposta. Secondo Confedilizia il conto finale per i proprietari di immobili potrebbe arrivare ai 28 miliardi di euro, a cui si dovrebbero aggiungere i 500 milioni relativi all’Irpef sulle case sfitte.

Se si fanno i conti in tasca ai singoli contribuenti, supponendo di simulare quanto pagheranno i proprietari di tre abitazioni prese a modello – un bilocale, un trilocale che appartiene alla categoria A3 e un cinque locali più signorile – otteniamo un quadro composito. Per i primi due tipi di abitazione il carico pareggia quello del 2012 se sono state previste detrazioni modulate sul valore fiscale dell’abitazione. E’ il caso di Bologna, Brescia, Modena, e a volte si paga anche di meno, come avviene a Torino ed Ancona.

Se questi sconti mancano del tutto la Tasi diventa più pesante dell’Imu, come avviene ad esempio a Livorno, Mantova, Novara, ma anche in gran parte dei comuni medio-piccoli. E soprattutto si trovano a pagare anche i proprietari di abitazioni dal valore modesto che col precedente sistema di detrazioni non avevano pagato né Ici né Imu.

Dimenticavo: i calcoli sono stati fatti su 2.268 comuni, il 28,6% del totale, quindi i conti sono per forza provvisori.

photo credit: ScriS – www.scris.it via photopin cc