Secondo il segretario confederale Uil Guglielmo Loy, la decisione di non utilizzare i 500 milioni di euro previsti dalla Legge di Stabilità (quelli pensati per introdurre le detrazione di 25 euro per famiglia) potrebbero portare 2,5 milioni di contribuenti che nel 2012 erano esenti dall’Imu,  a pagare la Tasi sulla prima casa (l’imposta che nel 2014 sostituirà l’Imu per chi ha solo un immobile e ci abita).

Le cattive notizie però non arrivano mai da sole. Dalle simulazione del sindacato, più di 10,5 milioni di contribuenti - la metà del totale – la nuova tassa rischia di essere più pesante della vecchia. L’aggiunta di un’addizionale compresa tra lo 0,1 e lo 0,8 per mille, da dedicare a raccogliere per consentire ai comuni di operare delle detrazioni, porterà un’extra gettito di 1,4 miliardi di euro, a cui corrisponderanno detrazioni medie per soli 63 euro.

Il risultato finale potrebbe essere il seguente: per le prime case ci sarà un’imposta media di “135 euro (198 euro senza detrazioni)” e “198 euro (261 euro senza detrazioni), con l’aliquota massima al 3,3 per mille“, mentre “per le seconde case, si può arrivare ad aumenti del 7,6% (64 euro) nel caso si applicasse l’aliquota dell’11,4 per mille. Si passerebbe, dunque, dagli 837 euro dell’Imu del 2013 ai 901 euro del combinato disposto Imu più Tasi“. E nel 2015 potrebbe andare peggio “quando l’aliquota massima della Tasi potrà arrivare al 6 per mille“.

E allora cosa fare? La Uil chiede al Governo Lettache il decreto contenga un indirizzo chiaro sulle detrazioni che non dovranno penalizzare i pensionati e i lavoratori dipendenti“.

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