Non è molto ottimista, Ignazio Visco, sulle prospettive di uscita definitiva da parte dell’Italia dalle sabbie mobili della crisi economica: per il governatore della Banca d’Italia, la crescita stenta e ci vorrà molto tempo per tornare ai livelli pre-2008. “La ripresa è ancora da consolidare. Le previsioni di consenso indicano per l’Italia il ritorno ai livelli di reddito precedenti la crisi in un tempo non breve; sono deludenti le valutazioni sul potenziale di crescita della nostra economia. Si deve, e si può, fare di più“.

Per accelerare le tempistiche della ripresa e consolidarne gli effetti sul lungo periodo, Visco chiede al governo una doppia medicina: da un lato, “ il rilancio degli investimenti pubblici mirati, anche in infrastrutture immateriali, a lungo differiti“; dall’altro, “un’ulteriore riduzione del cuneo fiscale gravante sul lavoro“. Quest’ultimo punto era stato affrontato dal premier Matteo Renzi nel suo intervento a un forum su Repubblica Tv di settimana scorsa. Tra le altre misure caldeggiate dal governatore di Bankitalia, il rafforzamento degli incentivi all’innovazione e il sostegno ai redditi più poveri.

Qualche segnale positivo c’è stato, per esempio sul fronte occupazionale. La domanda di lavoro è finalmente tornata a crescere, a un ritmo superiore alle proiezioni di 12 mesi fa, e il tasso di disoccupazione giovanile è sceso di oltre due punti percentuali per la prima volta dal 2006. Tuttavia, come ricorda Visco, “la disoccupazione resta troppo alta“. Inoltre, continua il governatore, il progressivo riassorbimento della disoccupazione è essenziale non solo per migliorare le condizioni di vita dei cittadini, ma anche per “riportare l’inflazione su valori in linea con la stabilità dei prezzi“.

Visco parla anche di problemi non strettamente economici, ma che certo hanno un pesante influsso su questo versante; a partire da quello dell’immigrazione, nei confronti del quale esprime un punto di vista netto e inequivocabile: “Benessere e sicurezza sono beni primari: il tentativo di garantirli dando alle sfide globali risposte frammentate, di tenere le minacce fuori dall’uscio di casa tornando a erigere barriere nazionali ha però ben poche probabilità di riuscita; causa danni certi e ingenti“. L’Unione Europea, secondo lui, dovrebbe compiere un salto di qualità e cita Altiero Spinelli, uno dei padri fondatori dell’Europa unita, sostenitore di un’unione “che spezzi decisamente le autarchie economiche“.