Nel 2012, dati Istat, il potere d’acquisto delle famiglie italiane è diminuito del 4,7%, il peggior calo dal 1990, anno d’inizio della serie storica. Il reddito disponibile delle famiglie consumatrici, inoltre, è diminuito in termini correnti del 2%, mentre la propensione al risparmio è scesa all’8,4% dall’8,8% dell’anno precedente, altro minimo dal 1990.
Secondo Confesercentiil forte calo del potere d’acquisto segnalato dall’Istat non può sorprendere perché è la conseguenza diretta di una lunghissima recessione che ha demolito occupazione e consumi, mentre la pressione fiscale era in forte rialzo. Una conferma della drammatica situazione in cui versano le famiglie italiane viene anche dal crollo del reddito disponibile reale”. L’organizzazione dei negozianti stima che dall’inizio del 2012 alla fine del 2013 la sua riduzione arriverà a toccare il 6,5%.
Il Codacons vede il calo del potere d’acquisto come una “stangata tanto invisibile quanto disastrosa” che si traduce in -1.642 euro per una famiglia di 3 persone, -1.351 per una famiglia di 2 componenti e -1.809 per una di 4.
L’Istituto di statistica, nella revisione di giovedì scorso, ha fatto sapere anche di aver rivisto al ribasso il Pil dello scorso anno, -2,5%, peggiorato di 0,1 punti percentuali rispetto alle stime preliminari di marzo (-2,4%).

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