La Borsa di Milano crolla; di chi la colpa? Della Federal Reserve o dell’incertezza politica? Un po’ di tutti, alla fine. E Piazza Affari chiude con un pesante -3,1%, con tutte le principali aziende in territorio negativo.

Situazione nervosa sul listino milanese, con Telecom Italia Media che chiude con un prepotente +7,08% (si attende l’esito della vendita di La7 a Cairo) e altre aziende molto virtuose come Arena (+6,2%), Antichi Pellettieri (+5,7%) e Mutuionline (+1,9%); mentre le cadute maggiori sono quelle di DMail (-7,7%), Banca Intermobiliare (-7,2%) e Industria e Innovazione (-7%). E’ innegabile notare come, a parte qualche singolo esempio, l’incertezza politica la faccia da padrona e metta in seria difficoltà tutta l’economia: con un elettore su tre indeciso su chi votare, è normale che il mercato ne risenta.

E la situazione non va meglio in Europa, con Francoforte che ha ceduto l’1,88%, Parigi il 2,29%, Madrid l’1,82% e Londra l’1,62%. Ieri, come si legge in un lancio di agenzia di RadioCor, dai verbali dell’ultima riunione del Fomc è emerso che “cambiamenti significativi” nel programma di allentamento monetario della Federal Reserve attraverso misure di quantitative easing, ossia di riacquisto bond e titoli ipotecari, verranno discussi nella prossima riunione del 20 marzo. A dare la mazzata ai mercati europei, poi, ci ha pensato l’indice pmi del settore manifatturiero dell’eurozona, sceso a 47,8 punti in febbraio dai 47,9 di gennaio.