L’andamento inferiore alle attese del rapporto sul mercato del lavoro statunitense e dell’indice di fiducia delle imprese manifatturiere di maggio, che avevano trascinato Wall Street al ribasso venerdì scorso, hanno penalizzato anche le borse asiatiche, che hanno chiuso con dei forti ribassi. L’indice Giapponese Topix ha chiuso in ribasso dell’1,9% ed ha registrato il minimo dal 1983. Con cali superiori al 2% hanno chiuso l’Hang Seng di Hong Kong e il Kospi Coreano.

Rallenta l’economia mondiale

Settimana scorsa si sono avuti chiari segnali di un rallentamento dell’economia mondiale. Questo è andato a penalizzare le società più esposte all’andamento del ciclo economico. Ad esempio, a Tokyo hanno registrato delle forti perdite le società esportatrici, che hanno risentito anche della forza dello Yen nei confronti delle principali valute internazionali nel corso delle ultime settimane. Sony e Nikon sono arretrate rispettivamente dell’1,7% e del 4,9%. In calo anche gli automobilistici, con Toyota a -3,5% e Mazda a -7,3%.

Il peggioramento delle prospettive dell’economia a livello mondiale ha trascinato al ribasso le società minerarie, con BHP Billiton a -0,8% e Rio Tinto a -4,6%. Queste hanno trascinato al ribasso il listino australiano, che ha lasciato sul campo l’1,7%. Sono, però, salite le società che estraggono oro dopo il balzo del metallo giallo della scorsa settimana. Newcrest mining è salita dell’1,8%.

In calo si sono mossi i titoli finanziari, che continuano a risentire dei timori di una divisione dei paesi all’interno dell’area Euro. Nomura è arretrata del 4%.