Nel terzo trimestre, il Pil giapponese va peggio delle attese: -0,4% a livello trimestrale e -1,6% sull’anno. Un risultato negativo che si va a sommare al -1,9% del secondo trimestre. Gli analisti prevedevano una crescita del 2% annuale.

Questo dato deludente ha provocato un tonfo del 2,96% dell’indice Nikkei della borsa di Tokyo – che ha chiuso con un -2,96%. La ventata di pessimismo arrivata dai mercati asiatici sta coinvolgendo anche l’apertura delle borse europee, in attesa dell’audizione di Mario Draghi al parlamento europeo.

La situazione è ancora più complessa se si considerare che poco tempo fa la Bank of Japan aveva recentemente ampliato il suo piano di stimoli monetari. La prossima mossa dovrebbe arrivare dalla politica. Si avvicina la possibilità delle elezioni anticipate. Una mossa che nei piani del premier Shinzo Abe dovrebbe ridare forza all’esecutivo.

Facile anche immaginare che il governo faccia di tutto per scongiurare il secondo aumento dell’Iva. Ad aprile l’Imposta sul Valore aggiunto era già salita dal 5 all’8%. Questo aumento aveva scatenato una corsa agli acquisti prima dell’aumento ed aveva poi depresso i consumi – la domanda privata è scesa nel terzo trimestre dello 0,9% e gli investimenti privati del 6,7%. Il nuovo aumento – dall’8 al 10% – finirebbe per avere effetti ancora peggiori.

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