È stato un vero e proprio crollo quello registrato dalla produzione industriale italiana nel mese di gennaio, momento in cui la crisi del debito aveva raggiunto il proprio apice: -2,5% m/m. Il calo è stato decisamente superiore alle attese degli analisti, che avevano stimato una contrazione dello 0,8%. Corretto per gli effetti di calendario, a gennaio l’indice della produzione è diminuito in termini tendenziali del 5,0%, il peggiore calo dal 2009, mentre nella media del trimestre novembre-gennaio è sceso dell’1,9% rispetto al trimestre precedente.

L’andamento dei singoli settori

Tutti i principali raggruppamenti di industrie hanno registrato in gennaio una contrazione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Il ribasso più marcato è stato registrato dall’energia (-5,9%) e dai beni di consumo (-5,8%), con contrazioni significative anche dei beni intermedi (-5,4%) e dei beni strumentali (-4,2%).

Tra i singoli settori solo l’attività estrattiva (+5,8%), la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica (+2,3%) e le industrie alimentari bevande e tabacco (+2,0%) sono riusciti ad aumentare la propria produzione nell’ultimo anno. I peggiori ribassi sono, invece, stati registrati dall’’industria del legno, carta e stampa (-16,3%) e dalle altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine e apparecchiature (-13,3%).

Istat ha anche segnalato che la produzione di autoveicoli ha registrato una discesa del 36,8%, la diminuzione tendenziale più marcata dal febbraio del 2009. Il dato grezzo, invece, fa sapere sempre l’Istituto di statistica, ha segnato un calo del 33,5%.