Le crociere non fanno paura. Anzi. Rimane ancora alta la voglia di fare un viaggio sulle navi da crociera tra europei e americani anche dopo l’incidente all’isola del Giglio. Secondo l’indagine Global Consumer Sentiment, condotta da Psb – Penn, Schoen & Berland Associated, per Royal Caribbean, le crociere sono considerate ancora sicure e altamente competitive. Una buona notizia per le società del settore, dopo il duro colpo all’immagine subito con la tragedia della Concordia. 

Secondo la ricerca, l’interesse verso le crociere rimane alto soprattutto fra coloro che hanno fatto una crociera almeno una volta nella vita (l’87%). Ma anche coloro che non hanno mai provato a viaggiare a bordo di una nave sono ben predisposti: il 70% dei non-crocieristi considera infatti la crociera fra le alternative possibili della sua prossima vacanza. E se si parla di sicurezza, oltre l’80% degli intervistati considera il viaggio in crociera affidabile.

A livello geografico, sono soprattutto i nord americani e gli australiani a prediligere questo tipo di vacanza. In Nord America e in Australia la crociera rimane infatti, fra i crocieristi, la prima scelta di vacanza, mentre la propensione diminuisce leggermente fra gli Europei, che più da vicino sono stati toccati dall’incidente di Costa Concordia, soprattutto fra coloro che non hanno mai preso parte ad una crociera.

Una indagine confortante per le aziende del settore, soprattutto per il gruppo Carnival, proprietario della Costa Crociere. Il gruppo ha subito una caduta delle quotazioni di Borsa dopo le sciagurate manovre del Capitano Schettino (toccato un minimo di 1.600 pence il giorno successivo al naufragio al Giglio). Senza contare il risarcimento dei danni, che, secondo gli accordi raggiunti con le associazione dei consumatori, si aggira intorno agli 11.000 euro a persona. 

(L’indagine è stata condotta intervistando fra il 20 e il 29 gennaio, un campione rappresentativo della popolazione mondiale, crocieristi e non crocieristi, dai 25 ai 75 anni).