Per chi possiede della navi “di lusso”, il governo Monti ha deciso di imporre una tassa che è criticata dalla maggioranza degli operatori del settore nautico, ecco perché.Il premier ha introdotto una tassa per tutte le imbarcazioni da diporto che superano i 10 metri di lunghezza che da gennaio 2012, dovranno pagare una “piccola tassa” in più oltre quelle già previste dalla normativa vigente, sia che navighino in acque italiane, sia che stazionino nei porti del paese.

Non si fa differenza per chi attracca di un porto privato. Oltre alla classica tariffa di stazionamento, dovrà pagare un surplus giornaliero o annuale. Gli importi variano in base alle dimensioni dello scafo. Si va dai 5 euro in più giornalieri per le imbarcazioni tra 10 e 12 metri, fino ai 703 euro per le barche che superano i 65 metri.

Chiaramente ci sono degli sgravi per chi risiede nelle isole minori, oppure nella laguna di Venezia e per chi delle barche a vela. In questo modo ogni anno dovrebbero rientrare nelle casse dello stato circa 200 milioni di euro.

Qualche giornale si è divertito a calcolare l’esborso aggiuntivo per alcuni VIP: Berlusconi per esempio dovrà pagare circa 135 mila euro all’anno, mentre Armani che ha un’imbarcazione di 65 metri, ne dovrà sborsare più di 265 mila.