Una critica alle misure contro l’evasione fiscale adottate dal governo è arrivata questa mattina dal garante della privacy, Francesco Pizzetti, nella presentazione delle cifre 2011 racchiuse nel volume “Sette anni di protezione dei dati in Italia”. Le nuove norme sulla trasparenza amministrativa nei controlli fiscali, a parere del garante, rappresentano “strappi forti allo Stato di diritto”.

L’intervento del garante

Per il garante della privacy è importante che il cittadino sia rispettato fino a che non violi le leggi e che non sia un sospettato a priori. Pizzetti ha chiarito che “sentiamo il bisogno di lanciare questo monito anche perché vediamo che è in atto, a ogni livello dell’amministrazione, e specialmente in ambito locale, una spinta al controllo e all’acquisizione di informazioni sui comportamenti dei cittadini che cresce di giorno in giorno”.

La situazione particolare del paese induce questi tipi di comportamenti che, però, devono finire al più presto, ammonisce il garante. Questa, secondo Pizzetti, “è una fase di emergenza dalla quale uscire al più presto” altrimenti “lo spread fra democrazia italiana e occidentali crescerebbe”.

Pizzetti ha anche definito “un errore” la scelta di ridurre l’applicabilità del codice per la riservatezza contenuta nel ‘decreto Sviluppo’ e nel ‘Salva Italia’. Questo sarebbe il risultato delle diffidenze degli operatori privati nei confronti dell’authority. “I recenti provvedimenti, che hanno ridotto il nostro ruolo rispetto alle attività delle imprese e quelli adottati per favorire le telefonate promozionali non richieste ne sono testimonianza”.