Ogni crisi ha più facce. In quella recente ci sono gli Stati Uniti che stanno sperimentando la più debole ripresa nella storia post bellica, c’è la situazione europea che rimane preoccupante a causa della sospensione dell’erogazione del credito, e dall’atra parte della barricata c’è il settore aziendale che trabocca di liquidità, ne sono un esempio lampante le valutazioni record di Apple e Facebook. Una contrapposizione messa in evidenza in “Insights”, la panoramica mensile sull’economia e i mercati distribuita in Italia dal team di ricerca di Julius Baer.

I consumi frenano la ripresa Usa

I rischi di recessione sono diminuiti in scia alle recenti iniezioni di liquidità da parte delle banche centrali. E persino il mercato occupazionale a stelle e strisce ha riacquistato un certo slancio stando ai dati recenti. Ma a frenare l’economia americana sembrano essere soprattutto i consumatori americani, intenti a risparmiare per liberarsi dei debiti.

Europa: stretta creditizia scongiurata?

La creazione del credito rimane la principale preoccupazione nel Vecchio continente, come emerge da alcuni sondaggi recenti. Con il secondo round di operazioni di rifinanziamento a lungo termine di febbraio, la Banca centrale europea (Bce) intende fare in modo che il credito continui a fluire nell’eurozona applicando condizioni più favorevoli per le banche di piccole e medie dimensioni. “Resta da vedere se questo aiuterà l’economia europea ad allontanare le tendenze recessive”, sottolineano gli analisti della banca svizzera.

Facebook e dintorni

Apple rappresenta il principale esempio di un ambito comparto aziendale che è letteralmente “sommerso di liquidità”. Livelli a cui si collocava il valore di mercato del celebre social network creato da Mark Zuckerberg a inizio febbraio. “Le valutazioni di Facebook e Apple mostrano quanto gli investitori siano alla disperata ricerca di opportunità di crescita strutturale”, rimarcano gli esperti di Julius Baer nella consueta panoramica mensile sull’economia e i mercati.

Rischi e opportunità?

I rischi attuali comprendono principalmente un atterraggio duro della Cina, la questione petrolifera e un default disordinato in Europa. “Se questi rischi non dovessero materializzarsi, potremmo assistere a un ulteriore rialzo degli attivi rischiosi” sostengono gli esperti di Julius Baer che suggeriscono agli investitori di fare un po’ di «pulizia» nei propri portafogli fino a quando non si saprà come andrà. Il consiglio è di liberarsi delle obbligazioni finanziarie europee a rischio elevato dopo il discreto rally o correggere l’esposizione alle obbligazioni con spread negativi rispetto ai titoli emessi dai propri governi. Per contro, individuano opportunità in alcune azioni cicliche, come quelle del comparto industriale o informatico.