Per reagire alla crisi e creare occupazione e crescita occorre accelerare le riforme strutturali e stabilire come priorità immediata la riduzione del cuneo fiscale sul lavoro.
Il programma anticrisi stabilito dall’Eurogruppo riunitosi a Milano venerdì scorso passa dunque attraverso le riforme strutturali e il taglio del cuneo fiscale, misure che i singoli Paesi dell’Eurozona dovranno adottare coordinandosi tra di loro e sotto la supervisione dello stesso Ecofin.
Dopo il rigore e la stabilità finanziaria, ha osservato il consiglio dei ministri dell’economia e delle finanze dei Paesi membri dell’Unione europea, gli Stati devono ora mirare alla crescita.

I ritardi dell’Eurozona, ha spiegato il presidente dell’Ecofin informale di Milano, Jeroen Dijsselbloem, “possono essere risolti solo con le riforme strutturali mirate a creare più occupazione e crescita”.
Ma per riuscirci, ha aggiunto, “serve uno sforzo che richiede tempo, coraggio politico e perseveranza”.
Nei prossimi mesi, ha poi chiarito Dijsselbloem, l’Europa deve passare dalla stabilità finanziaria al sostegno della crescita nell’area euro, spingendo l’acceleratore sulle riforme strutturali, di cui l’Eurogruppo sarà il “regista”.
La nuova priorità immediata, ha concluso il presidente dell’Eurogruppo di Milano, sarà quella di spostare e ridurre la pressione fiscale sul lavoro.

L’Econfin, ricordiamolo, è il consiglio dei ministri dell’Economia e delle finanze (e dell’eventuale ministro del bilancio) degli Stati membri dell’Unione europea, una delle formazioni in cui si riunisce il Consiglio Ue.
Il Consiglio economia e finanza si riunisce mensilmente a Bruxelles o Lussemburgo e in via informale una volta ogni sei mesi nel Paese che in quel momento ha la presidenza di turno del Consiglio Ue.