I nuovi prestiti a lungo termine alle banche dell’Eurozona condizionati al credito a famiglie e aziende (Ltro) “potrebbero totalizzare 1.000 miliardi di euro”.
È quanto ha affermato ieri il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi (foto by InfoPhoto), a proposito del programma ‘Ltro’ che Francoforte è intenzionata a far partire al più presto possibile per dare nuovi stimoli all’economia e smuovere l’Unione da una situazione di stallo dalla quale non sembra più riemergere.

L’inflazione, ha spiegato il numero dell’Eurotower, “resterà bassa nei prossimi mesi e riprenderà gradualmente nel 2015 e 2016” e “ulteriori rischi al ribasso sono legati all’insufficienza di riforme strutturali nell’area euro e alla domanda interna più debole del previsto”.
La Bce “monitorerà con attenzione” lo scenario economico, ha aggiunto Draghi, e da gennaio 2015 cambierà la propria operatività, variando il ritmo delle riunioni del consiglio direttivo (durante le quali è possibile cambiare i tassi di interesse) da un mese a sei settimane e il periodo di mantenimento delle riserve, di conseguenza, da quattro a sei settimane, impegnandosi a diffondere con regolarità, sempre dal prossimo gennaio, i contenuti delle stesse riunioni.

“Per rafforzare le fondamenta di una crescita sostenibile e di solide finanze pubbliche – ha poi dichiarato Mario Draghi -, i paesi dell’area euro non devono mandare all’aria i progressi fatti con il consolidamento fiscale, in linea con il Patto di Stabilità e di crescita, e devono proseguire con le riforme strutturali nei prossimi anni” e, ha aggiunto, “non si può escludere che vi sia bisogno di fusioni, acquisizioni e chiusure di istituti bancari”.

Nella riunione di ieri, la Bce, dopo il taglio del costo del denaro deciso lo scorso 5 giugno dallo 0,25% allo 0,15%, ha confermato il tasso di riferimento dell’Eurozona.
Il tasso sui prestiti marginali, di conseguenza, resta allo 0,4% e quello sui depositi overnight delle banche presso la Bce rimane negativo (-0,1%).