La produzione industriale nell’Eurozona ha fatto segnare sensibili miglioramenti a giugno, ma leggermente sotto le attese.
La crescita del dato nell’area euro, si legge nel rapporto Eurostat circolato ieri, è stata dello 0,7% su base mensile, -0,2% a maggio, con gli analisti che avevano stimato un incremento dello 0,8%.
Più incisiva, tuttavia, la crescita nell’Europa a 27 stati, dove la produzione è cresciuta dello 0,9%, rispetto al calo dello 0,4% rilevato a maggio.
Differenza che, seppur meno marcata, si riscontra anche su base annua: su 12 mesi, infatti, la produzione si è mossa in terreno positivo dello 0,3% nell’Eurozona e dello 0,4% nell’Europa a 27 stati.

Italia a rilento e tonfo Paesi Bassi. Anche l’Italia ha fatto rilevare segnali positivi, pur facendo registrare un incremento ben inferiore all’area euro: a giugno, si legge nel rapporto Eurostat, la produzione industriale del Belpaese è cresciuta su base mensile dello 0,3% rispetto allo 0,1% di maggio e al -0,3% di aprile.
Il dato migliore, tra i paesi dell’Europa a 27 stati, è quello dell’’Irlanda (+8,7%), seguita dalla Romania (+5,7%), mentre i cali più decisi li hanno fatti segnare Paesi Bassi (-4,1%), Portogallo (-2,8%) e Francia (-1,5%). Bene la Grecia (+2,5%) e la ‘locomotiva’ dell’economia europea: dopo il calo dello 0,7% di maggio, la Germania ha visto infatti crescere la sua produzione industriale del 2,5%.

Giù energia e beni intermedi. Tra le componenti della produzione industriale nell’Eurozona, scrive l’Eurostat, sono stati i beni di consumo durevoli, auto ed elettronica su tutti, a mostrare il maggior incremento a giugno rispetto al mese precedente, con un rialzo del 4,9%, seguiti dai beni strumentali, come i macchinari, in rialzo del 2,5%.
Di ben altro spessore l’incremento della produzione dei beni intermedi, cresciuti dello 0,5%, e di quelli di consumo non durevoli, in rialzo dello 0,6%. Segno meno per l’energia, scesa dell’1,6%.
Rispetto a giugno 2012, invece, è confermato il calo dell’energia (-1,7%), mentre il maggior impatto sulla crescita della  produzione industriale dell’Eurozona è arrivato dai beni strumentali, cresciuti del 3,3%. In calo invece tutti gli altri, con i ribassi, tutti consistenti, dei beni di consumo durevoli (-1%), di quelli non durevoli (-1,1%) e dei beni intermedi (-1,3%).

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