Visto com’era iniziata c’è quasi da essere contenti. il turismo vede un leggerissimo calo delle presenze rispetto all’anno passato dovuto in gran parte alla domanda internazionale che alla fine ha tenuto a galla il settore. Ovviamente c’è anche da registrare l’ennesima flessione della domanda interna.
Per molte strutture, la competitività si è tradotta in una riduzione dei prezzi che ha – ovviamente – avuto effetti negativi in termini di fatturato. In cifre, le stime parlano di un calo delle presenze dell’1% rispetto al 2012, dovuto essenzialmente ad una crescita della domanda straniera del 3%, grazie soprattutto ai paesi dell’Europa del Nord e di quelli emergenti.
I russi sono stabili, mentre diminuisce il contributo italiano tra l’1,5 ed il 2% – così come il contributo dei turisti spagnoli e portoghesi.

Secondo il presidente di Federturismo Renzo Iorio, il bilancio dei primi quattro mesi dell’anno è stato magro. “A tenere è stato soprattutto l’alto di gamma, grazie ai nuovi ricchi dei Paesi emergenti”, mentre “l’offerta di fascia media o bassa con l’estate ha sofferto di più, perché gli italiani, clienti di riferimento, si sono mossi poco”. Sui dati finali peserà anche il tempo, visto che l’estate è iniziata in ritardo, per cui i conti finali dell’industria turistica “potrebbe rappresentare un punto per ripartire verso un 2014 migliore”.

In casa Federalberghi invece si parla di “punto di frenata della crisi”. Il frutto di aumento del 3% delle presenze straniere, mentre tiene il mercato italiano – che registra un aumento dello 0,5%. Nonostante questo i ricavi sono diminuiti del 5% perché i prezzi sono scesi per aumentare la competitività del settore, questo risultato ”non può farci gridare al miracolo. Parliamo infatti di un modesto rialzo rispetto ai dati del 2012, quando ci fu un calo del 19 per cento. Credere pertanto che tutti i problemi siano risolti e che da oggi in poi il settore possa riprendere il suo cammino senza difficoltà è pura utopia“.

Tra le mete turistiche in crescita la Sicilia orientale, Puglia, Sardegna e Versilia. Gli operatori del settore puntano il dito contro la politica: per Ornella Laneri, presidente di Federturismo Sicilia, c’è stata una “buona tenuta del sistema turistico regionale, purtroppo non supportata da adeguate politiche di fiscalità da parte del decisore pubblico“. In difficoltà la riviera adriatica, Liguria, penisola sorrentina e costiera amalfitana, con soggiorni che tendono a farsi sempre più brevi. Molto male la Calabria con un meno 30%.

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