Il settore delle comunicazioni va alla deriva a causa della crisi. Secondo i dati annuali resi noti da Agcom, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, nel 2013 il fatturato di Tlc, radio e tv, servizi postali, editoria e internet, ha registrato ricavi per 56,1 miliardi di euro, in calo di 5,4 miliardi (-9%) rispetto ai 61,4 del 2012 (quando già si era registrata una discesa del 6,7% rispetto al 2011).

La dinamica negativa è imputabile non solo alla crisi del settore, ma anche al calo dei prezzi dei servizi. Nel dettaglio: Tlc ha registrato un calo di fatturato del 10,7% a 34,4 miliardi (la rete mobile ha avuto un vero e proprio croll0, -13,8%), il comparto media si è attestato a 14,7 miliardi (-6,9%), spinto al ribasso dai periodici (-17,2%) e dai quotidiani (-7%); per questi ultimi, le copie vendute sono calate dello 0,48%, la pubblicità del 13,17%.

Resistono le tv a pagamento (-2%) e internet (-2,4%), frena la tv generalista (-5,9%). Per il settore televisivo, anche nel 2013 la fonte principale di finanziamento è stata la pubblicità (41%), subito dietro i ricavi da abbonati e servizi di pay tv (37%). Nel settore radiofonico, il canone rappresenta l’unica voce in aumento. Sky è la migliore in Italia per i ricavi (fatturato di 2,6 miliardi di euro, in calo del 3,5%). La Rai ha avuto un calo contenuto e per la prima volta ha superato Mediaset (ricavi di 2,3 miliardi per la prima, di 2,2 miliardi per la seconda). Vera e propria impennata per Cairo Communication, che nel 2013 ha visto i ricavi aumentare del 268,9%, a 136 milioni di euro. I servizi postali hanno registrato un calo del 2%, a 6,9 miliardi.