Il mondo finanziario è molto sensibile alle evoluzioni dell’economia. Non tanto ai traguardi raggiunti dalle aziende quotate in borsa, quanto piuttosto alle stime di crescita ed evoluzione della società.Quel che è successo alle borse europee nella giornata di giovedì esprime bene la relazione tra mondo socioeconomico e mondo finanziario. L’apertura delle maggiori Piazze Affari dell’Eurozona è in sordina, o meglio in rosso.

Dopodiché è iniziato l’acquisto dei titoli bancari che hanno riportato gli indici verso un territorio sicuro. Ma a metà mattina lo scenario è di nuovo cambiato in virtù della pubblicazione del bollettino della BCE.

La Banca Centrale Europea, infatti, nel suo documento mensile ha spiegato che la crescita dei paesi dell’UE sarà rallentata fino a dicembre 2011. Addirittura la crescita potrebbe essere inferiore allo 0,2 per cento registrato nel secondo trimestre di quest’anno.

La notizia fa scatenare le vendite e così le maggiori borse europee iniziano a perdere terreno. Milano crolla dell’1,26 per cento. Più debole la flessione delle borse di Londra, Francoforte e Parigi che perdono rispettivamente lo 0,54%, lo 0,57% e lo 0,37%.

Nei giorni precedenti a determinare l’altalena dei listini era stata la crisi del debito sovrano, più una serie di notizie relative alla contrarietà della Slovacchia all’ampliamento del fondo salva-stati.