Le fiere hanno perso il loro appeal e quanti credevano che fosse il mercato del lavoro del futuro si sono dovuti ricredere. A conti fatti 85 fiere su 86 sono state chiuse o addirittura non sono arrivate nemmeno al giorno di presentazione.

Per costruire una fiera, in quartiere della città, ci vogliono grandi investimenti e soprattutto bisogna studiare un modo per attrarre visitatori. In Italia, forse, la soluzione adottata, non è quella ideale per il pubblico del Belpaese.

Adesso si piange sul latte versato o meglio sulla fiera costruita. Tanto lavoro, si dice, decisamente buttato alle ortiche. E non servono a niente le nuove manifestazioni degli operatori del settore. In quattro anni e mezzo, spiega Edifis intelligence, le otto grandi fiere d’Italia hanno lanciato ben 86 mostre.

Quasi tutte hanno messo la loro attività, sono state sospese o addirittura sono state trasferite prima del debutto ufficiale. Soltanto le prime 10 manifestazioni hanno tenuto bene. Mentre sembra che perdano colpi il Mido e il Salone nautico di Genova che fino ad oggi erano un punto di riferimento mondiale.

L’ex presidente della Fiera di Genova spiega che si è provato a reagire alla crisi, intervenendo sugli organici, sui contratti di lavoro e anche a livello strutturale sugli impianti espositivi. Peccato che le fiere non abbiano avuto comunque il successo sperato.