Ci vuole ancora l’ok della Banca centrale europea, ma intanto il Capital plan preparato dall’amministratore delegato e dal presidente di Mps ha ottenuto il via libera del consiglio di amministrazione. L’ammontare massimo previsto sarà pari a 2 miliardi e mezzo – e c’è già un consorzio di pre garanzia.

Ci vorrà l’approvazione di un’assemblea straordinaria e dovrebbe essere compiuta nell’anno che verrà – ormai siamo nel mese di novembre. L’aumento di capitale permetterà il rimborso integrale degli 1,07 miliardi di Monti bond ancora nel portafoglio della banca senese. L’unico commento sul piano è arrivato dalle poche laconiche parole del presidente di Mps Alessandro Profumo “siamo soddisfatti”.

Mps è assistita da Ubs e Citi nel ruolo di advisor, e del consorzio faranno parte anche Goldman Sachs e Mediobanca, ma anche  Barclays, BofA Merrill Lynch, Commerzbank, Deutsche Bank e Sociètè Gènérale. Mps non prevede solo l’aumento di capitale, ci sono anche altre azioni – come la vendita di partecipazione e la riduzione del deficit patrimoniale -, che dovrebbero consentire al bilancio di Mps di contare su altri 610 milioni – ma sul tema non abbiamo dati certi.

Resta da capire cosa faranno i soci storici della banca. Un partner di lunga data come Axa (3,72%) ha già annunciato che aderirà alla ricapitalizzazione. Stesso discorso dovrebbe essere fatto dai fondi Btig Pactual (2,5%) e Fintech (4,5%), i due soci nel patto parasociale che comprende anche la Fondazione Mps (2,5%). Anche quest’ultima non potrà che finire col aderire – e infatti ha già nominato il Credito Fondiario come advisor per valutare l’operazione.

photo credit: UK in Italy via photopincc