Cosa sta succedendo al Monte dei Paschi di Siena? da una parte ci sono gli acquisti a Piazza Affari sull’onda dei rumors che parlano di un possibile merger con Bnp Paribas, che garantirebbe sinergie potenziali per più di tre miliardi di euro. Difficile dire cosa ci sia di vero in queste voci: solo una settimana fa, Fabio Gallia, responsabile Bnp Paribas Italia e amministratore delegato di Bnl, ha smentito che il gruppo francese fosse coinvolto nell’aumento di capitale di Mps o che pensasse all’acquisizione della banca senese.

Acquisendo Mps, Bnp Paribas diventerebbe il terzo istituto di credito italiano. Prospettiva allettante ma forse non oggi. L’economia italiana è ancora in recessione e la banca continua a registrare una perdita dopo l’altra – solo qualche giorno fa sono arrivati i conti del terzo trimestre, per cui la banca nei primi nove mesi del 2014 ha registrato una perdita di 1,15 miliardi di euro.

Come spiega Il Financial Times qualche giorno fa in un commento che ha i toni dell’epitaffio ”è che i conti del Monte dei Paschi non tornano. Anche se il nuovo piano di capitale soddisfa le normative, la banca arrancherà per anni e anni”. Con l’aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro e la cessione di asset per 220 milioni di euro, l’istituto senese colmerà il fabbisogno di capitale emerso dagli esami della Bce – 2,1 miliardi di euro – e rimborserà integralmente e in anticipo i Monti bond rimasti – 1,07 miliardi -, ma resta il problema che la banca negli ultimi tre anni ha registrato correzioni per 7,5 miliardi di euro.

Le brutte notizie non finiscono mai, visto che è notizia di questi giorni che su Mps gravano richieste da parte del fisco per quasi 300 milioni  dieuro per l’operazione immobiliare Chianti Classico, realizzata dalla infausta gestione Mussari-Vigni. Quando Mps ritornerà ad essere un’azienda che produrrà utili? Questa è la prima domanda a cui devono rispondere il tandem composto da Fabrizio Viola e Alessandro Produmo.

photo credit: Rodrigo_Soldon via photopin cc