Quale sarà il futuro di Carige e Mps? Le due banche finite nel mirino della speculazione dopo la bocciatura della Bce agli stress test sono in cerca di risposte per dare messaggi tranquillizzanti ai mercati. Come l’aumento di capitale del Monte dei Paschi di Siena, ma non solo. In questi giorni infatti si stanno moltiplicando i rumors sulle alleanze strategiche dei due gruppi.

Da una parte la banca ligure è stata collegata a finanzieri come Davide Serra - che ha smentito quasi subito – e Andrea Bonomi, o istituti di credito come Ubi Banca, Banco Popolare e Banca Polare di Milano – ed in passato si è parlato anche di banche estere come il Crédit Agricole attraverso la controllata Cariparma o la Deusche Bank, che si troverebbe ad avere degli sportelli in zone dove sono sguarniti. Un elenco parziale per l’Istituto senese, dopo i no di Unicredit e Intesa San Paolo, comprende invece dei player europei come Bnp e Banco Santander, le fondazioni bancarie e le proposte dei fondi di Hong Kong – anche se c’è una buona parte del PD che non vorrebbe scalate straniere o italiane.

Quasi superfluo aggiungere che al giusto prezzo – un istituto come Mps è comunque la terza banca italiana, e ha comunque un valore importante in un’ottica di medio termine per chi non pensa che l’economia italiana collassi completamente, mentre Carige non si può considerare come una piccola e marginale compagnia locale – si troverebbero sicuramente dei compratori interessati.

E le mosse sui due istituti potrebbero fare da apripista ad un vero e proprio risiko bancario. Sul tema bisogna andarci con cautela, visto che se ne parla da anni, ma poi non succede nulla. I rumors sulle aggregazioni si rincorrono da tempo e riguardano almeno 4-5 banche popolari che sono tra i primi istituti di credito del paese, come Ubi, Banco Popolare, Banca Popolare di Milano e Banca Popolare dell’Emilia Romagna – a cui si potrebbero aggiungere almeno una tra Banca popolare di Sondrio e Credito Valtellinese.

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