C’è attesa – e non potrebbe essere altrimenti – per il piano di ricapitalizzazione che l’amministratore delegato di Mps Fabrizio Viola presenterà domani nel consiglio di amministrazione presieduto da Alessandro Profumo. Ci si aspetta il via libera ad una nuovo aumento di capitale dopo la bocciatura della Bce.

Il piano potrebbe prevedere, oltre all’aumento di capitale – che potrebbe superare i 2,11 miliardi chiesti dalla banca centrale europea -, anche la vendita di qualche asset. Non si capisce ancora se anche lo Stato porterà il suo contributo alla ricapitalizzazione. Mps, in una nota, sembra escludere la richiesta di aiuti pubblici, ma intanto dopo il niet del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, arriva l’apertura del vice ministro all’Economia, Enrico Morando: “non lo diamo per scontato, ma se sarà necessario questo è un contributo che si può chiedere alla comunità nazionale di dare”.

Torna a chiedere l’intervento pubblico anche il governatore della Toscana, che si è riunito recentemente con il sindaco di Siena, i vertici locali del partito democratico ed il sottosegretario della Presidenza del Consiglio Luca Lotti. E’ arrivata anche una proposta della Nit Holdings, una holding internazionale con sede a Hong Kong, che in una nota ha detto di essere pronta a mettere sul banco dieci miliardi di euro per la ristrutturazione del capitale di Mps. Siena però dice di non aver ricevuto nessuna proposta.

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