Il mercato immobiliare non poteva essere estraneo alla crisi e nel primo trimestre del 2012, questo particolare è diventato assolutamente evidente. Crolla il numero delle compravendite e pare che il dito non sia stato puntato contro l’IMU.

La crisi del mercato immobiliare è evidente dai dati del settore riferiti al primo trimestre del 2012. Qui si apprende che le compravendite immobiliari hanno subito una battuta d’arresto e hanno dovuto incassare un sonoro -19,6% rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso.

Il che vuol dire che se nel primo trimestre del 2011 c’erano stati circa 136 mila rogiti, quest’anno i notai delle banche hanno dovuto lavorare soltanto 110 mila pratiche. I dati relativi al “crollo” del mercato immobiliare, sono stati confermati dall’Agenzia del Territorio.

Sicuramente c’è da sottolineare che il crollo del primo trimestre del 2012, dipende da quanto hanno scelto di fare gli acquirenti e i venditori, alla fine del 2011, quindi proprio nel momento di passaggio dal Governo Berlusconi al Governo tecnico che ha preso di petto la crisi.

Le ragioni del crollo sono da rintracciare nella crisi economica, quindi nella diminuzione del PIL, nell’aumento della disoccupazione, nel calo della spesa delle famiglie per i beni durevoli e soprattutto nel boom degli spread.