Si parla spesso di mercato immobiliare in crisi. Dal 2008 ad oggi i dati sono impietosi: cali spaventosi delle vendite, cantieri di costruzione bloccati per mancanza di acquirenti, prezzi in picchiata verso il basso, sono la cartina tornasole della situazione odierna (qui puoi trovare consigli su affari immobiliari in tempo di crisi).

Ma quello di cui non si parla, è la situazione di tutti coloro che ruotano attorno all’indotto immobiliare. Dietro ad una nuova costruzione, o una ristrutturazione vi sono numerose figure che entrano in gioco, e di cui non si da mai cenno. Sto parlando di imprese edili, idraulici, elettricisti, magazzini di vendita materiale edile, professionisti come architetti, ingegneri, geometri, o ancora show room di sanitari, rubinetteria, piastrelle e parquet.

La situazione per questi operatori è davvero drammatica. Ogni giorno piccoli artigiani sono costretti a chiuder bottega, in quanto a conti fatti senza un fatturato di livello, le tasse rischiano di assorbire anche quel poco che si è portato a casa con qualche lavoretto. Oppure gli show room, che con i costi sostenuti per il mantenimento degli spazi espositivi, hanno deciso di tirare giù la saracinesca di ingresso, e mandare tutti a casa. Dimenticati sono anche i professionisti, incastrati anche loro nell’ingranaggio della crisi immobiliare, si trovano costretti a chiudere le posizioni assicurative, nella speranza di tempi migliori.

Il problema viene riportato alla luce una tantum, dalle varie associazione di settore. Ma il riportare alla luce il problema, non significa risolverlo, non è una risposta alle numerose famiglie che si ritrovano in serie difficoltà economiche. La risposta dagli enti preposti non arriva mai e anzi, sempre più piccole imprese, artigiani e professionisti, sono costretti alla cessione dell’attività a causa delle gravose tasse che gli studi di settore impongono a prescindere dal giro d’affari. Nella speranza che il 2014 sia l’anno della rinascita economica. Io non ci credo.

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