Tramonta, almeno per il momento, l’idea di creare un colosso dell’auto europea attraverso la fusione del gruppo Peugeot-Citroen con Opel, controllata dall’americana General Motors. Le trattative si sono arenate al momento di decidere dove ripartire i tagli occupazionali. Questo poiché recentemente il Governo francese ha concesso una garanzia sulla finanziaria Psa-Finance, controllata dal gruppo del leone; il Tesoro della Francia si è impegnato ad acquistare future emissioni di Pas-Finance per 7 miliardi di euro in tre anni; inoltre un rappresentante del Governo ed uno dei lavoratori sono entrati nel Cda del gruppo automobilistico. La contropartita chiesta da François Hollande e Jean-Marc Ayrault è stata ovviamente l’esclusione di tagli sui posti di lavoro in Francia, e questo ha scombinato i piani di General Motors; poiché in tal caso gli esuberi sarebbero stati tutti spostati verso la Opel, che già aveva in mente di chiudere la fabbrica tedesca di Bochum, è prevedibile che le autorità di Berlino avrebbero creato ostacoli insormontabili. Da qui il blocco delle trattative, con vittoria politica francese su tutti i fronti. E’ certo comunque che nessuna delle due aziende se la passa bene. Peugeot ha un ritmo di perdite di circa 160 milioni al mese, mentre le perdite europee di Gm viaggiano vicino ad 1,8 miliardi di dollari l’anno. E non cessano le voci sull’idea di Marchionne per un unico gruppo europeo anti-Volkswagen.

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