Uno su mille ce la fa, cantava Gianni Morandi nei ruggenti anni Ottanta. E uno su cinque non fa assolutamente nulla, canta oggi la BCE. Con un’analisi sulla disoccupazione giovanile nell’area euro, la Banca Centrale europea ha infatti rilevato che, su cinque italiani di età compresa tra i 15 e i 24 anni, uno non lavora, non studia e non segue alcun percorso di formazione alternative. In altre parole: non fa nulla. In Italia i “neet” – acronimo inglese di “no education, employment or training” – rappresentano ben il 21% della popolazione giovanile, il 5% in più rispetto al 2007. E, manco a dirlo, nessun paese di Eurolandia è messo peggio di noi sotto questa particolare voce statistica: persino Grecia (20%), Irlanda (18%), Spagna (18%) e Cipro (16%) fanno registrare valori di nullafacenza inferiori.

Lo studio evidenzia anche come il 2013 sia stato l’anno del boom per la disoccupazione giovanile a livello europeo. In Italia, ad esempio, la percentuale di giovani disoccupati si è avvicinata al 40%; in questo caso, tuttavia, c’è chi sta peggio di noi: Grecia e Spagna viaggiano verso il 60%. Si registra invece una certa stabilizzazione a livello di disoccupazione generale, che anche per il 2014 dovrebbe assestarsi attorno al 12%, in linea con quella registrata nell’ultimo trimestre del 2013.

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