Le difficoltà per i giovani a trovare lavoro in Italia si sono decisamente accentuate negli ultimi 35 anni, in un mercato dove il tasso di disoccupazione nello stesso periodo è più che raddoppiato nel Mezzogiorno.
Ad evidenziarlo il report dell’Istat su occupati e disoccupati che ricostruisce le serie storiche dal 1977 al 2012, periodo durante il quale “il numero medio annuo di occupati è passato da 19 milioni 511mila a 22 milioni 899mila”, grazie soprattutto all’aumento della presenza delle donne nel mondo del lavoro, il cui numero “è aumentato da 6 milioni 150mila a 9 milioni 458mila, con un’incidenza sul totale degli occupati che è salita dal 31,5% al 41,3%”.
“Il numero di disoccupati – si legge nel documento Istat – è cresciuto da 1 milione 340mila del 1977 a 2 milioni 744mila del 2012: l’incremento ha interessato sia la componente maschile (+ 863mila) sia quella femminile (+ 541mila)”. E mentre il tasso di disoccupazione nel Paese è passato dal 6,4% del 1977 al 10,7% del 2012, nel Mezzogiorno la percentuale è più che raddoppiata, lievitando dall’8% al 17,2%.
L’occupazione è diminuita (dall’11% al 3,9%) nel settore agricolo e nell’industria (dal 38,4% al 28,5%) e sono diventati sempre più numerosi i lavoratori dipendenti, passati dal 68,8% del 1977 al 75,2% dello scorso anno. “Il numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni – continua il report – è diminuito di circa 600mila individui negli ultimi 35 anni, passando da quasi 15 milioni a 14 milioni 386mila. Tale calo è sintesi della crescita della componente maschile, che è passata da 3 milioni 820mila a 5 milioni 140mila, più che compensata dalla diminuzione della componente femminile. Il tasso di inattività è sceso dal 42,5% del 1977 al 36,3% del 2012”.
Per quanto riguarda i giovani tra i 15 e i 24 anni, infine, il tasso di disoccupazione nel 2012 era al 35,3% contro il 21,7% del 1977. Ancora una volta, l’incremento più drastico si rileva nel Mezzogiorno, con un tasso passato in 35 anni dal 28,3% al 46,9%.

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