Dal 2007, anno d’inizio della crisi ancora in corso, in Italia ci sono 1,2 milioni di disoccupati in più e il continuo aumento del numero di giovani che non trovano lavoro non fa nemmeno più notizia.
È quanto evidenzia il documento sul Piano per la “garanzia giovani” approvato dalla struttura di missione presso il ministero del Lavoro: uno strumento voluto in ambito Ue per assicurare che nessun under 25 possa più restare per oltre quattro mesi fuori da studio, lavoro o formazione.
Intanto il Ministero ha fatto sapere che i nuovi incentivi per le assunzioni di giovani tra i 18 e i 29 anni hanno riguardato circa 12mila cittadini e 5.300 datori di lavoro.

Boom di disoccupati dal 2007. “Tra il 2007 e il 2012 la quota di occupati si è contratta di quasi 2 punti percentuali; l’unica componente della popolazione che ha visto incrementato il relativo tasso di occupazione è stata quella dei 55-64enni, con un aumento di oltre 6 punti percentuali. Parallelamente, la quota di forza lavoro disoccupata è cresciuta di 4,6 punti percentuali, che si traduce in 2 milioni e 744 mila persone in cerca di lavoro, vale a dire 1,2 milioni di disoccupati in più rispetto al 2007”, si legge nel documento circolato questo week-end sui media nazionali.
I tempi per la ricerca di un impiego, specifica il testo, sono in aumento per qualsiasi categoria di persona, mentre restano oltre la media gli indicatori di disoccupazione di coloro che hanno livelli di istruzione bassi: “dall’inizio della crisi economica il tasso di occupazione è diminuito di 3 punti percentuali per coloro che sono in possesso della sola licenza elementare e di 5,4 per le persone in possesso della sola licenza media”.

Giovani vittime sacrificali. “I giovani – continua il documento della struttura di missione – sono sicuramente la fascia di età maggiormente colpita dalla crisi occupazionale in atto: nel 2012 il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) è stato pari al 35,3% e la prima metà del 2013 ha registrato un ulteriore rialzo, con un profilo sostanzialmente analogo tra maschi e femmine (per le quali si registra tuttavia un minor tasso di partecipazione al mercato del lavoro). Particolarmente grave è la situazione del Mezzogiorno, in cui il tasso di disoccupazione giovanile rasenta il 45% e quello di occupazione è bloccato al 13,2% (a fronte del 18,6% nazionale e del 32,8% della media europea)”.
“Preoccupa, in particolare, il fenomeno dei giovani 15-24enni non impegnati in un’attività lavorativa, né inseriti in un percorso scolastico o formativo (NEET), stimabili in circa 1,27 milioni pari al il 21% della popolazione di questa fascia di età, percentuale che supera il 30% in alcune delle più importanti regioni del Mezzogiorno (Campania, Calabria, Sicilia)”.

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