Qual’è il problema principale dell’Italia? L’elenco è lungo, ma con ogni probabilità se si facesse un sondaggio tra gli italiani, quello più grave riguarda la  disoccupazione, con il suo tasso di poco superiore al 12%. La mancanza di lavoro affligge soprattutto i giovani, che secondo le statistiche non trovano lavoro nel 39% dei casi.

Secondo i dati di Unioncamere e ministero del Lavoro, per il 2013 si prevede una riduzione del lavoro per gli “under 30″: le stime parlano di 120.489 assunzioni, contro le 144.273 del 2012, per un saldo negativo di 23.784 posti di lavoro. Nel 2012 gli occupati under 30 rappresentavano il 35,5% della forza lavoro, e nell’anno in corso dovrebbe scendere del 2,7% – e quindi dovrebbe scendere al 32,8% della forza lavoro.

Tale stime sono suscettibili di variazioni perché sono state realizzate basandosi sulle norme del governo Monti, e non tengono in considerazione delle nuove norme introdotto dall’esecutivo Letta. Non ci sono solo cattive notizie per i giovani visto che d’altra parte aumentano i posti di lavoro per i quali le aziende, secondo uno studio presentato durante il Meeting di Cl, “non indicano il requisito prioritario dell’età”.

Se si aggiungono questi ultimi, la platea dei lavori a cui possono concorrere gli under 30 raggiunge le 280.000 unità. Gran parte di questi lavori – esattamente il 71% vengono dal settore dei servizi. Se si va nello specifico si scopre che più della metà di questi lavori riguardano il lavoro di ufficio o attività commerciali, 1/3 sono concentrate nelle regioni del Nord-Ovest – e soprattutto in Lombardia. E si concentrano soprattutto nelle imprese con meno di 49 addetti…

photo credit: Funky64 (www.lucarossato.com) via photopin cc