Ennesimo allarme sul tema del lavoro. Questa volta viene dal centro studi della Cna: secondo le loro stime a fine anno, gli italiani senza lavoro raggiungeranno la quota di 3,5 milioni – contro gli attuali 3,1 milioni.
Secondo lo studio poi bisogna aggiungere al quadro i “548 milioni di ore di cassa integrazione“.
Secondo l’ufficio studi della confederazione di artigiani: “Senza una decisa e tangibile inversione di tendenza che faccia ripartire effettivamente lo sviluppo, la situazione sociale del nostro Paese può diventare critica”.
Giusto per non farmi mancare nulla, l’Istat ha rilevato pure un aumento di quelli che lavorano sì, ma che sono sottoccupati – perché probabilmente non ci sono abbastanza lavori a tempo pieno.
I lavoratori part time sono arrivati a quota 605.000 unità – i dati riguardano ancora l’anno scorso. Rispetto al 2011 sono in aumento di 154.000 unità – mentre se si prende come anno di paragone il 2077 la crescita è ancora più evidente (+241.000 per una crescita percentuale del 66,1%).
A fine giugno di quest’anno, il nostro paese ha registrato il numero minimo di occupati – circa 22,5 milioni -, mentre i senza lavoro sono diventati più di tre milioni per un tasso di disoccupazione del 12,1%. Tassi ancora più evidenti se si considerano i giovani, per i quali il tasso di disoccupazione raggiunge il 39,1%.
I settori maggiormente colpiti continuano ad essere le costruzioni e l’industria. Nell’ultimo quinquennio i due settori hanno perso rispettivamente 370.000 e 362.000 lavoratori.
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