Nuova impennata di fallimenti.
Sono più di 10mila, infatti, le procedure registrate nei primi nove mesi dell’anno, il 19% in più rispetto allo stesso periodo del 2013.
In positivo, invece, l’anagrafe delle imprese, che nel terzo trimestre del 2014 ha registrato 72.833 nuove imprese a fronte delle 56.382 cessate: un saldo positivo, si legge nel report di InfoCamere diffuso ieri da Unioncamere, pari a 16.451 unità, quasi 4mila in più sullo stesso trimestre dello scorso anno.
Per il terzo trimestre di fila tuttavia, evidenza l’analisi condotta su dati del Registro delle Imprese, si registra un saldo negativo tra aperture e chiusure nel sistema artigiano, sempre più in crisi, soprattutto per il crollo delle iscrizioni, più di mille in meno sullo stesso periodo del 2013 e record negativo del decennio.

“I dati provenienti dal Registro delle imprese indicano il persistere di una fase di stagnazione che sta colpendo il nostro sistema produttivo frenando la spinta a fare impresa e facendo aumentare le attività economiche che portano i libri in Tribunale”, ha commentato il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello.
“Il tema chiave per dare nuove gambe allo sviluppo è creare le condizioni per far ripartire il mercato interno – ha continuato -, dal cui rallentamento dipendono le sorti di tante nostre imprese, e sostenere il coraggio e le aspirazioni di tante persone, soprattutto giovani, che vorrebbero mettersi in proprio. Per questo, occorre puntare con decisione sulle politiche attive per il lavoro, per far sì che le energie imprenditoriali del Paese possano tradursi in nuove iniziative economiche”.
“Un ambito nel quale le Camere di commercio sono particolarmente impegnate – ha aggiunto Dardanello -, anche attraverso un network di 87 Sportelli per il sostegno all’imprenditorialità giovanile su tutto il territorio nazionale. In poco più di 5 mesi dal loro battesimo, abbiamo già accolto quasi 4.700 giovani motivati ad aprire una nuova impresa, assicurando loro percorsi mirati di accompagnamento allo start-up”.