L’economia italiana è ancora in recessione.
Il Pil del terzo trimestre, fa sapere l’Istat, è previsto di nuovo in flessione e tra le principali manifatture del Vecchio Continente l’industria italiana è l’unica a mostrare un calo produttivo (-1% su base congiunturale).
“L’indicatore composito anticipatore, aggiornato a luglio e costruito a partire da un insieme di variabili selezionate in base alla capacità di anticipare le fasi del ciclo economico – spiega l’istituto nazionale di statistica -, è in rallentamento, suggerendo una nuova flessione del Pil nel terzo trimestre dell’anno”.

Nel mese di luglio, spiega la nota mensile sull’economia nazionale pubblicata ieri, sono risultati in rallentamento i ritmi di attività nei principali comparti produttivi.
Il calo della produzione dell’industria al netto delle costruzioni, secondo l’indice della produzione industriale, è risultato dell’1% su base congiunturale ed ha riguardato tutti i raggruppamenti principali.
Un andamento, sottolinea l’Istat, in controtendenza rispetto a quello dei principali Paesi manifatturieri europei (stazionario in Francia e Spagna e in rialzo dell’1,9% in Germania).

Il nuovo calo del Prodotto interno lordo italiano, continua la nota, riflette la fragilità della domanda interna, frenata dalla riduzione della spesa per investimenti e consumi privati e dalle pessime condizioni del mercato del lavoro, e dal mancato supporto delle esportazioni (-1,6% il calo congiunturale rilevato a luglio dall’Istat), soprattutto nei mercati Ue.