La crisi non da tregua all’economia italiana e Confesercenti vede una nuova caduta del Pil nel 2014, -0,2%.
I consumi delle famiglie, si legge nel rapporto Confesercenti-Ref pubblicato lunedì 8 settembre, sono previsti in aumento di un esile 0,2%, le esportazioni dell’1,9%, mentre gli investimenti fissi lordi in calo dell’1,5%.
Rispetto al 2007, anno pre-crisi, lo scorso anno il Pil ha fatto registrare una caduta dell’8,5%, i consumi delle famiglie un calo del 7,6%.
Con questi ritmi, scrive l’associazione imprenditoriale, “ci vorranno 7 anni per un rientro del Pil sui valori del 2007, 6 anni per i consumi e 8 anni per gli occupati”. Senza una decisiva svolta, continua l’analisi, “il 2015 non si presenta con le caratteristiche di un’economia in grado di voltare pagina”. “Il Pil dovrebbe infatti salire dello 0,9%, i consumi delle famiglie di un timido 0,7%, mentre gli investimenti fissi lordi tornerebbero in territorio positivo con un 1,6%”.

Da gennaio ad agosto di quest’anno, evidenzia l’analisi, solo per il commercio hanno chiuso i battenti 25mila imprese: un record, spiega Confesercenti, che sposta per la prima volta in negativo il saldo tra aperture e chiusure e conferma, se ce ne fosse bisogno, quanto sia lontana la ripresa economica.
Preoccupano tantissimo, inoltre, la disoccupazione altissima e le gap del mercato del lavoro.
In Italia sono infatti sei milioni gli individui che non lavorano, o perché hanno perso il posto o “perché sono rimasti ai margini del mercato del lavoro scoraggiati dalla situazione di crisi”, e l’occupazione presenta due ritardi da colmare al più presto possibile: “il tasso di occupazione fra le persone fra i 20 e i 64 anni di età è pari al 59,8%, ben lontano dalla media europea (68,5%)”, e il “tasso di occupazione femminile nella stessa fascia di età” è del 49,9%, “venti punti in meno della media europea”.
Il “crollo delle opportunità occupazionali”, inoltre, “si è abbattuto più duramente proprio sui più giovani”.