Torna a calare il potere d’acquisto delle famiglie italiane.
Tenuto conto dell’inflazione, si legge nel rapporto trimestrale Istat, nei primi tre mesi dell’anno esso è diminuito dello 0,1% sul trimestre precedente e dello 0,2% sul primo trimestre del 2013, mentre è risultata in aumento la spesa per i consumi finali in valori correnti, su dello 0,2% sia rispetto al trimestre precedente, sia sullo stesso periodo dello scorso anno.
Invariati i consumi intermedi.

In contrazione, evidenzia l’Istat, anche la propensione al risparmio, scesa al 10% tra gennaio e marzo 2014, -0,2% sul trimestre precedente, ma +0,4% rispetto al primo trimestre del 2013.
Il tasso di investimento, nello stesso periodo, è stato pari al 6,2%, invariato rispetto al trimestre precedente e in diminuzione dello 0,1% rispetto ad un anno fa.

“L’effetto più immediato della riduzione del potere di acquisto è il taglio del budget delle vacanze estive degli italiani, che quest’anno spenderanno il 25% in meno rispetto all’inizio della crisi nel 2008”.
È il commento ai dati Istat della Coldiretti, per la quale questa contrazione non solo incide sugli svaghi degli italiani, ma anche sulla vita quotidiana, con i consumi alimentari che quest’anno sono tornati ai valori di oltre 30 anni fa.
L’associazione, tuttavia, stima un miglioramento della spesa delle famiglie nella la seconda parte dell’anno, quando si avvertiranno gli effetti strutturali del bonus fiscale di 80 euro (foto by InfoPhoto).