Dopo l’ottimo dato del mese di gennaio, con una produzione industriale in aumento dell’1,1%, molti speravano di vedere un bis nel mese di febbraio. La realtà purtroppo è un’altra: secondo l’Istat c’è un calo congiunturale dello 0,5% nel mese di febbraio. E complessivamente la produzione nel trimestre dicembre-febbraio mostra un minimo segno più – esattamente lo 0,1% – nel confronto con il trimestre precedente.

Per finire i confronti con il passato prossimo, il mese di febbraio – se si correggono gli effetti del calendario – ha registrato un aumento tendenziale dello 0,4%. Un segno più che sale fino allo 0,8% se si confrontano i primi due mesi del 2014 e quelli del 2013.  Insomma c’è qualche segnale – molto tiepido – di miglioramento della situazione economica, ma comunque la ripresa si presenta molto fragile.

Una volta corretti gli indici per effetto del calendario, l’Istat rileva un aumento tendenziale degli indici che riguardano i principali settori imprenditoriali: i beni intermedi e quelli strumentali aumentano del 2%, i beni di consumo segnano un +1,8%. Unica eccezione il settore dell’energia che registra un -9%.


I comparti più brillanti – ovvero quelli che registrano i maggiori tassi di crescita tendenziale – sono quelli della produzione farmaceutica (+7,6%), della metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo – esclusi macchine e impianti – (+5,3%), oltre alla fabbricazione di mezzi di trasporto (+4,9%) e del tessile (+4,7%). Tra i segni negativi più significativi, ci sono la fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria (-9,4%), le apparecchiature elettriche e per uso domestico non elettriche (-8,8%), l’industria estrattiva (-8,5%) e la fabbricazione di coke e prodotti petroliferi (-7,9%).
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