Come abbiamo scritto qualche giorno fa, gli stress test della Bce hanno evidenziato le carenze di capitale di 4 banche italiane e la necessità per Mps e Carige di raccogliere rispettivamente 2,11 miliardi e 800 milioni. Un paio di giorno avevo scritto che questa bocciatura avrà ripercussioni per chi cercherà di farsi dare prestiti dalla banca: “E’ facile aspettarsi che, visto che dovranno pagare di più per raccogliere denaro – investire nelle banche bocciate avviene con un maggior rischio -, facciano pagare di più chi chiede un prestito”.

Probabilmente mi sbagliavo, perché nella mia valutazione non avevo previsto la possibilità che ha lasciato intendere Alessandro Profumo  - presidente di Mps – a Radiocor. L’obiettivo di Mps di stare da sola “va riconsiderato”, precisando poi che in termini di aggregazioni in questa fase “nulla è precluso”. Queste dichiarazioni secondo gli analisti potrebbero precedere un’acquisizione dell’istituto da parte di Ubi Banca o Intesa Sanpaolo.

Per ora non c’è nulla di sicuro però, l’unico dato certo è che Mps per ora ha deciso di non pagare il miliardo di Monti Bond ancora da rimborsare. Profumo sul tema non ha detto nulla, ma questi titoli potrebbero essere trasformati in capitale su richiesta di Mps. 

In ogni caso presto sapremo qualcosa. Il presidente della banca, insieme all’amministratore delegato Viola, devono mettere in piedi un piano –  capital plan – da presentare alla Bce – che ricordiamo assumerà  la vigilanza delle banche nella zona Euro il 4 novembre. Come ricorda Profumo “Abbiamo solo una settimana”. Facile aspettarsi che gli altri impegni, come gli incontri previsti con i sindacati per il rinnovo del contratto nazionale slittino.

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