Nel primo trimestre dell’anno le aziende hanno saldato le fatture tra loro quasi 4 giorni in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.
I tempi di pagamento, secondo i dati Cerved e Payline, rimangono comunque alti, ma in miglioramento tra le aziende: un piccolo segnale che confermerebbe come l’economia italiana, pur faticosamente, stia uscendo dalla crisi, visto che stiamo parlando di uno dei principali indicatori della salute finanziaria delle imprese.
Nei primi tre mesi del 2014, nello specifico, i giorni impiegati dalle aziende per saldare una fattura sono stati in media 77,5, 3,7 in meno rispetto allo stesso periodo 2013.
Altro piccolo segnale di ripresa, sempre sulla base dei dati della società di analisi dei rischi di credito, viene dal database dei protesti: tra gennaio a marzo 2014, infatti, le società protestate sono state 19mila, il 14,4% in meno sul primo trimestre 2013.

Ritardi. Da una lettura dei dati Payline, la banca dati di Cerved che raccoglie le modalità di pagamento di circa 2,5 milioni di imprese, si apprende inoltre che il valore totale dei mancati pagamenti delle fatture in scadenza nei primi tre mesi dell’anno sia stato il più contenuto dall’inizio del 2012: lo “scaduto” rilevato in questo periodo arriva al 30,2%, 1,7% in meno sullo stesso periodo del 2013 e addirittura il 6% sul 2012, quando il dato era volato al 36,2%.
Il trend si rileva, inoltre, per tutti i macro settori economici e in tutta la Penisola, con l’edilizia, il comparto dove i ritardi sono più accentuati, che mette a segno il miglioramento più rilevante, -11,1 rispetto al primo trimestre del 2013, passando dai 99,4 giorni dello scorso anno agli attuali 88,3.
Giù di due giorni, inoltre, il ritardo delle imprese manifatturiere, che pagano in media in 80,3 giorni, e di tre per quelle operanti nel terziario (74,6 giorni).

Protesti. Notizie positive anche lato protesti.
Sempre secondo i dati Cerved, nel primo trimestre di quest’anno in Italia sono state protestate 19mila società, il 14,4% in meno rispetto ai primi tre mesi dello scorso anno, ma ancora il 27% nel confronto con periodo ante-crisi.
Il risultato segue comunque il dato positivo rilevato già nell’ultimo trimestre del 2013, quando la diminuzione era stata del 10,8%.
La maggiore contrazione del fenomeno protesti concerne le imprese attive nel manifatturiero (-19,6%), giunte a quota 2mila, il 2,8% in più rispetto al 2007, ultimo anno prima della grande crisi finanziaria ed economica che stiamo ancora vivendo (foto by InfoPhoto).