L’Italia è di nuovo ripiombata nella recessione. Questo è il responso dell’Istat: secondo il nostro istituto statistico, il Pil italiano è diminuito nel secondo trimestre dello 0,2% nei confronti del trimestre precedente – e allora il calo nei confronti del periodo precedente era stato dello 0,1%. Si tratta del secondo peggior trimestre dal 2000. Ecco perché il premier Matteo Renzi aveva detto che “la ripresa torna ad arrivare, come l’estate“.

Il dato è peggiore delle attese degli analisti – che si aspettavano una variazione compresa tra il -0,1% e lo 0,1%. Il dato positivo relativo all’ultimo trimestre dell’anno passato – il primo in più due anni – sembra sempre più una mosca bianca. Da rilevare che a giugno la variazione acquisita per l’anno in corso è pari al -0,3%. In altre parole se nei prossimi due trimestri il Pil dovesse restare stazionario, il dato annuale del Pil segnerebbe questa variazione negativa…

Secondo l’Istat, “il calo congiunturale è la sintesi di una diminuzione del valore aggiunto in tutti e tre i grandi comparti di attività economica: agricoltura, industria e servizi. Dal lato della domanda il contributo alla variazione congiunturale del Pil della componente nazionale al lordo delle scorte risulta nullo mentre quello della componente estera netta è negativo“.

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