L’abbiamo scritto qualche giorno fa. Come dice anche l’Istat, i consumi non stanno ripartendo. Ci sono solo tiepidi segnali come questo: nelle prime nove settimane del 2014, il traffico complessivo sulla rete Autostrade ha registrato una crescita dello 0,7%. Poca roba, ma sicuramente meglio del -1,6% del 2013 e soprattutto del catastrofico -7,5% del 2012. Questo dato trova conferme nelle vendite di Autogrill: i suoi negozi sulle autostrade hanno realizzato un +0,9%, dopo il -6% dell’anno passato.

Secondo l’osservatorio Barometro Coop, i rischi sono ancora elevati, c’è un senso di fiducia nei consumatori: negli ultimi tre mesi ad esempio si dimezzano – passando dal 25 al 14% – i pessimisti sul futuro, così come diminuiscono le famiglie che prevedono ulteriori difficoltà a far quadrare i conti della spesa – passano dal 49 al 43%. Come spiega Marco Pedroni, presidente di Coop Italiasul fronte dei consumi, quelli veri, non si vede nulla“, ma d’altra parte “c’è voglia di ripresa“. Ma avverte “è molto importante che alla promessa del governo di tagliare le tasse seguano i fatti. In caso contrario i pochi segnali che ci sono potrebbero spegnersi molto in fretta“.

Secondo gli specialisti della Nielsen, si “può parlare di un arresto della caduta dei consumi” nella “seconda metà del 2013“. Per capire cosa forse succederà bisogna affidarsi a segnali di fumo – o poco più: come il fatto che “tra gli atteggiamenti dovuti al crollo della fiducia degli ultimi anni, c’è quello che ha portato gli italiani a passare molto più tempo in casa“. e ora le cose sembrano cambiate, visto che “nelle prime 10 settimane del 2014 i punti di vendita delle località turistiche hanno avuto una performance migliore di 1,7 punti rispetto ai negozi dei centri urbani, segnale che, complici anche le temperature elevate, una parte degli italiani ha ripreso a muoversi“.

Se si guarda ai consumi alimentari – ad esempio – si può rilevare come le vendite a inizio marzo erano pari a 22,95 miliardi, poco sopra i livelli di un anno fa. E anche tra i settori più colpiti dalla crisi – come quello dei detergenti – si possono osservare sotto-segmenti che, all’interno del comparto, provano a risollevarsi. Secondo Marco Pedroni però “la spending review delle famiglie ha cambiato il modo di fare la spesa, all’insegna di risparmio e sobrietà. Questo resterà anche dopo la ripresa: non torneremo ai livelli visti prima della crisi“.

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