L’Istat negli ultimi tempi è sempre messaggera di sventura. E anche in questo caso non fa eccezione: nel 2013, il reddito disponibile delle famiglie italiane è aumentato dello 0,3% nel 2013, ma se si considera l’inflazione, il potere d’acquisto delle famiglie risulta in diminuzione dell’1,1% rispetto all’anno precedente. Giusto per fare qualche confronto: gli italiani oggi hanno lo stesso potere di acquisto che avevano nel 1995.

Secondo l’Istat, il reddito disponibile, nell’ultimo trimestre del 2013 era invariato rispetto al trimestre precedente – se il termine di confronto è invece l’anno, si parla di una crescita dell’1,1% rispetto al corrispondente periodo del 2012. Nel quarto trimestre del 2013 è risultato in lieve diminuzione rispetto al trimestre precedente (-0,1%) mentre è aumentato dello 0,4% rispetto al quarto trimestre del 2012. Altri segnali positivi arrivano dalla propensione al risparmio delle famiglie consumatrici: siamo al 9,8%, per un +1,4% nei confronti del 2012.

Ultimo capitolo i profitti delle società: nel 2013, sono stati pari al 39,2%, (+0,1% rispetto al 2012). Nel solo quarto trimestre dell’anno passato la quota è stata del 39,7% (+0,7% nei confronti del trimestre precedente, e +0,9% rispetto al 4° trimestre 2012). Il tasso di investimento – in entrambi i casi parliamo di società non finanziarie – è al 19,6% (-0,6% rispetto al 2012). Nell’ultimo trimestre del 2013 era del  19,7% (+0,2% sul trimestre precedente e -0,3% sul quarto trimestre del 2012).


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