I dati contenuti nel report della Nielsen sul primo trimestre del 2014 mostrano un indice di fiducia che si attesta sui 45 punti. Un piccolo segno più rispetto ai 44 punti toccati nel primo e nell’ultimo trimestre del 2013, ma si resta lontani dai 49 punti toccati nel quarto trimestre del 2011 – anche se bisogna rilevare che è lontano anche il minimo39 punti – fatti segnare nell’ultimo trimestre del 2012. E sembrano passati secoli dal 2005-2007, quando l’indicatore oscillava fra gli 88 e i 91 punti.

Cosa si può dire di questi dati? La lettura più sensata è che sembra essersi arrestato il crollo della fiducia dei consumatori italiani, ma che sia impossibile parlare di una ripresa dei consumi. Cosa blocca gli italiani?  La paura di perdere il lavoro e le difficoltà ad arrivare alla fine del mese. Il 28% degli intervistati teme “di perdere il proprio posto di lavoro“. Tanti, ma è un valore in calo di due punti percentuali nei confronti di un anno fa. Ma c’è di peggio, l’82% – un anno fa era l’83% – “ritiene non buono o pessimo lo stato delle proprie finanze personali“, e poco più di un quarto degli italiani – il 2% in più rispetto al 2013 – dice di non avere denaro “dopo aver soddisfatto i bisogni essenziali“.

Quest’ultimo dato in particolare è preoccupante perché indica che aumentano le famiglie che stanno scivolando verso la soglia della povertà. E tra gli altri predomina la paura, per cui più di 1/3 degli italiani – il 35% – ha deciso di incrementare la quota del reddito destinata ai consumi. Un dato che si collega alla marea di italiani: l’86% che “ritiene non adatto il momento per effettuare degli acquisti“.

Un ultimo aspetto da considerare è la spending review familiare. Il 63% del campione Nielsen ha ridotto la spesa in abiti nuovi, il 61% ha diminuito il ricorso a cibi da asporto, il 59% spende meno per l’intrattenimento, il 53% ha scelto prodotti più economici, e infine – ma l’elenco potrebbe continuare a lungo -, udite udite, il 42% degli italiani ha deciso di usare di meno l’auto. Si sta allentando la stretta su abiti, auto e acquisti nel largo consumo. E secondo gli esperti di Nielsen, anche nel momento in cui la ripresa economica si farà più viva, alcune abitudini acquisite durante la crisi dovrebbero restare.

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