I dati arrivano dall’Osservatorio sulla vulnerabilità economica delle famiglie del Forum Ania-Consumatori, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano. Nel 2013 ci sarebbe stato un deciso peggioramento della vulnerabilità economica delle famiglie (+17%).

L’indice ha un valore che va da 0 a 10 ed è passato dal 2,7 del 2010 al 3,16 del 2013. E registra che le famiglie al disotto del valore di uno – e che  sono in grado di far fronte ad eventi eccezionali – rappresentano solo il 5,5% della popolazione italiana. Tutti gli altri sono da considerarsi in qualche modo vulnerabili.

L’imprevisto più temuto è ovviamente la perdita di lavoro. Tra gli intervistati, il 18% dei capifamiglia ha dichiarato di aver perso il posto di lavoro nell’ultimo anno – contro il 12% dell’ultima rilevazione. Un altro 25,8%, contro il 21,2% della precedente rilevazione, ha subito una riduzione  dell’orario.

Il 10% delle famiglie ha un indice superiore a 7,5, e quindi versa in uno stato di grave crisi economica, e per arrivare alla fine del mese  ”deve ricorrere a prestiti o aiuti“. Un altro 17,7% del campione, nell’ultimo anno si è trovato una volta in difficoltà nel fare la spesa, il 29,1% nell’acquisto di vestiti, il 31,2% nel pagare le bollette, il 40,7% con l’affitto… Il 26% avrebbe problemi a far fronte ad una spesa di 700 euro imprevista.  Le politiche di sostegno al reddito avrebbero provocato un beneficio solo nel 13,1% dei casi. Un ultimo dato preoccupante: quasi il 40% ha tagliato i trattamenti sanitari…

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