Ecco gli aspetti più rilevanti messi in luce dal Bollettino economico di Bankitalia pubblicato ieri. Il nostro istituto centrale vede un’attenuazione della stretta sul credito – il famigerato credit crunch - sulle aziende. Ma non cita dati, si riferisce esclusivamente ai “sondaggi più recenti presso le imprese” sulle condizioni di accesso al credito. I prestiti verso l’economia reale continuano a diminuire e il costo del credito continua ad essere di 80 punti superiore alla media dell’Eurozona (80 punti vuol dire lo 0,8%).

Anche sul fronte dell’occupazione le notizie di Bankitalia non sono buone: vista la ripresa moderata del Pil, ci si attende che “il numero degli occupati” torni a “crescere solo gradualmente, non prima della fine d’anno” – e quindi i primi segnali positivi sulla disoccupazione dovrebbero arrivare solo verso fine 2014… Non c’è da essere allegri nemmeno sul fronte inflazione/deflazione: dopo lo 0,3% di marzo, dovrebbe attestarsi sopra l’1% solo a fine 2015, e con il solito linguaggio paludato si fa il primo accenno al rischio deflazione…

Il quadro economico “resta fragile”. Ci sono i primi segnali di ripresa anche nel settore dei servizi c’è pure un “lieve miglioramento della domanda nazionale” dovuto anche all’”accelerazione del pagamento dei debiti della pubblica amministrazione“. Anche qui però ci sono segnali negativi: la ripresa è dovuta essenzialmente all’export, e l’euro forte non aiuta… E la spesa per consumi resta di circa l’8% inferiore al livello del 2007… Meno male che i giudizi delle imprese sulle condizioni per investire siano ritornati ai livelli pre-crisi del debito sovrano. E c’è una modesta ripresa delle immatricolazioni di autovetture e nel clima di fiducia delle famiglie.

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