Nuova battuta d’arresto per i consumi.
A gennaio 2014, dati Istat (foto by InfoPhoto), l’indice destagionalizzato delle vendite al dettaglio è rimasto invariato rispetto al mese precedente e in flessione dello 0,4% nel confronto trimestrale (novembre-gennaio) e dello 0,9% su base annua.
Un nuovo stop, evidenzia l’istituto di statistica nazionale, che non risparmia l’alimentare, anch’esso al palo su base mensile e in calo dello 0,1% su gennaio 2013, mentre per gli altri prodotti si registra una flessione dello 0,1% su dicembre 2013 e dell’1,3%  su 12 mesi.

Anche se i consumi non ripartono, sorprende la fiducia degli italiani nel futuro.
A marzo, scrive l’istituto nazionale di statistica, l’indice di fiducia dei consumatori ha messo a segno un balzo a quota 101,7 (dal 97,7 rilevato a febbraio), il picco massimo da giugno 2011, anche se l’Istat specifica che a giugno dello scorso anno l’indagine ha subito delle revisioni metodologiche.
La fiducia, si legge nel comunicato di ieri, è in aumento in tutto il Paese, “migliorano sia i giudizi sulle condizioni attuali, che le attese future (i saldi passano a -111 da -117 e a 2 da -20 rispettivamente). Diminuiscono le attese sulla disoccupazione (a 44 da 64 il relativo saldo). I giudizi e le attese sulla situazione economica della famiglia migliorano (il saldo passa a -60 da -65 per i primi e a -13 da -14 per le seconde)”.
Peggiorano, tuttavia, “i giudizi sul bilancio familiare” (a -21 da -18 il saldo) , “le valutazioni sull’opportunità di acquisto di beni durevoli” (a -83 da -79) e “il saldo dei giudizi sull’andamento recente dei prezzi al consumo”, “in diminuzione a 20 da 21”.