I dati della Banca centrale europea non lasciano spazio a dubbi: l’Italia (ma non solo) è in pieno credit crunch… Nel solo mese di novembre, le imprese italiane hanno subito un calo del 5,9% rispetto al mese di novembre del 2012. Un dato che unito a quello di altri paesi dell’Europa meridionale, mette ancora più pressione alla Bce per cercare di mettere in azione nuove strategie per rivitalizzare il credito – oltre a preoccupare per gli stress test sulle banche europee.

Il dato è ancora più negativo se si considera che il trend mostra un peggioramento della contrazione nella seconda aprte dell’anno che si è appena chiuso, con un -4,1% a giugno e luglio, un -4,6% ad agosto, un -4,2% a settembre e un -4,9% ad ottobre.

E i numeri italiani non sono i peggiori della zona Euro. In Spagna siamo ad un tragico -13,5% dei prestiti alle imprese nei confronti del novembre 2012. Comunque siamo messi male: in media i 17 (dal primo gennaio 2014 18) paesi dell’Eurozona, hanno registrato un calo del 3,9% contro il 3,8% del mese di ottobre.

I numeri sono dovuti ad una chiusura dei rubinetti da parte delle banche, e una minore richiesta di prestiti delle imprese. Secondo l’Abi, nel 2014 ci sarà un aumento delle sofferenze del 13% per un “buco” nei bilanci di 200 miliardi di euro – e a questo bisogna aggiungere l’impatto degli stress test, per cui molte banche sono costrette ad aumentare le coperture e ridurre le esposizioni rischiose.

Allo studio dell’Eurotower, ci sono nuovi maxi-prestiti come gli `Ltro´ di un paio di anni fa. Con la differenza che ora la Bce chiederà che i fondi vengano utilizzati per prestare alle famiglie ed alle imprese. Probabile che gli stress test prevedano una penalizzazione in caso i soldi prestati vengano utilizzati per acquistare solo titoli di Stato come è stato fatto finora…

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