I dati dell’Istat forniscono una radiografia impietosa del dramma del lavoro che colpisce tanti italiani. Anche al di là di quelli che sono disoccupati… Secondo il nostro istituto statistico ci sono 2.470.000 lavoratori a tempo parziale che vorrebbero lavorare a tempo pieno ma non riescono a trovarne uno – nel 2008 erano 1.121.000. Di questi part time involontari la maggioranza netta è rappresentata da donne (1.729.000), contro i 742.000 maschi – sono il doppio rispetto a cinque anni fa.

Questo semi-disoccupati rappresentano il 61,6% dei lavoratori con contratti a part time – che complessivamente sono oltre quattro milioni. Anche per l’incidenza delle donne impiegate con il part time, le donne lavoratrici hanno una settimana lavorativa in media di sette ore più corta (39 contro 32), mentre nel 2008 la differenza era di otto ore (41 ore gli uomini contro le 33 delle donne). Colpisce la drastica diminuzione di chi lavora più di 40 ore: tra il 2008 e il 2013 sono scesi da oltre 5 milioni a poco più di tre per una riduzione del 29,5%.

E contemporaneamente cresce il numero di chi lavora meno di 10 ore settimanali: siamo, negli ultimi 5 anni, ad un +17,9% per un totale di 627.000 persone. Un’ultima annotazione, il part time involontario rappresenta il 61,6% dei lavoratori a tempo parziale. Cinque anni fa questa percentuale era pari al 40,3% dei lavoratori impiegati con questa forma di contratto.

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