E’ uno degli effetti della crisi… Negli ultimi anni si sta assistendo a storie simili: Antonio – ma il suo nome potrebbe essere diverso – è un ingegnere elettronico che qualche anno fa faceva l’imprenditore, ora lavora in Brasile, dove gestisce investimenti immobiliari e finanziari. E’ uno delle 620.000 persone che tra il 2007 ed il 2013 hanno lasciato l’Italia per ricominciare in un altro paese.

Questi numeri vengono da una ricerca del Centro Studi Cna dedicato alle “Nuove emigrazioni“. Secondo questo lavoro, solamente nell’anno passato, hanno lasciato il nostro paese 125.000 persone adulte – ovvero l’equivalente degli abitanti della Valle d’Aosta o della città di Pescara. Di queste persone, 80.000 erano italiani, mentre gli altri erano immigrati che hanno lasciato il nostro paese scosso dalla crisi.

Tra il 2007 ed il 2013, la crescita del fenomeno dell’immigrazione ha segnato un +79,2% tra i 40 ed i 49 anni, un +51,2% tra i 50 ed i 64 anni, mentre lo stesso fenomeno mostra tassi di crescita inferiori nei giovani (+44,4% tra i 15 e i 29 anni, e +43% nella fascia di età 30-39 anni). Comunque in termini assoluti la maggior parte degli emigrati sono giovani: nel 2013 il 36,3% degli emigrati hanno tra i 30 e i 39 anni, mentre il 27,8% hanno un’età tra i 15 e i 29 anni.

Il Centro studi della Cna ha tracciato anche un profilo degli emigranti che hanno oltre quarant’anni: si tratta di persone che appartengono alle fasce sociali più colpite dalla crisi. Tra di loro però ci sono anche imprenditori che puntano a “vendere” la propria esperienza all’estero, in mercati emergenti e non in contrazione come quello italiano.


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