Dal prossimo 4 novembre la Banca centrale europea assumerà la vigilanza delle banche dell’Eurozona. Per questo nei mesi passati ha provveduto ad un esame approfondito dei bilanci che passeranno sotto il suo controllo, composto da  un’analisi della qualità degli attivi delle banche, e dal test sulla resistenza delle banche di qui al 2016 di fronte a uno scenario di base – ovvero secondo le previsioni di crescita economica fatte dalla  Commissione Europea – e in condizioni estremamente negative – i famigerati stress test.

Il risultato di queste analisi sono che 13 istituti di credito europei non hanno superato l’esame. Quattro di queste sono italiane – Banca Popolare di Milano, Monte dei Paschi di Siena, Carige e Banca Popolare di Vicenza. Due di loro – Mps e Carige – dovranno raccogliere rispettivamente 2,11 miliardi e 810 milioni, mentre le altre due banche hanno già sistemato le cose – lo annunciato Bankitalia – “sul filo di lana”.

I dati alla fine del 2013 mostravano carenze di capitale per 25 istituti di credito – nove di questi erano italiani. Tra i bocciati c’erano oltre a quelli già indicati c’erano anche Veneto Banca, Banco Popolare, Credito Valtellinese, Popolare di Sondrio, Popolare dell’Emilia-Romagna. Nel corso di quest’anno 12 banche hanno aumentato il capitale per un ammontare complessivo di 15 miliardi, riportandosi sopra la soglia dell’8% dell’attivo ponderato.

Tutti e 25 le banche di cui abbiamo detto – oltre agli istituti di credito italiani, ce ne sono tre greci, 3 ciprioti, 2 sloveni, 2 belgi, e uno ciascuno per Germania, Francia, Spagna, Portogallo, Irlanda e Austria – dovranno presentare in ogni caso un piano di rientro entro il 10 novembre, nel quale spiegheranno le misure che intendono prendere – e ovviamente gli istituti bocciati dovranno essere particolarmente convincenti.

Secondo il vicepresidente della Bce, Vitor Constancio “Questa revisione senza precedenti delle posizioni delle banche più grandi, aumenterà la fiducia del pubblico nel settore bancario. Identificando problemi e rischi, contribuirà a riparare i bilanci e rendere le banche più robuste. Ciò dovrebbe facilitare più credito in Europa, il che aiuterà la crescita economica“.

Un’ultima annotazione: i dati sui 15 istituti italiani fanno emergere la necessità di maggiori accantonamenti per crediti per un importo complessivo di 12 miliardi di euro. Praticamente il doppio dei 6,7 miliardi richiesti alle banche tedesche, e ai 5,6 miliardi di quelle tedesche, e quattro volte i tre miliardi richiesti alla Spagna. A quanto sembra si tratta di un calcolo per ora solo teorico, per cui le banche non avranno impatti diretti sui loro bilanci…

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